lunedì, 30 gennaio 2012
Relativismo | che cos'è?
Nella prima parte del percorso culturale di questo semestre, abbiamo deciso di riflettere sul relativismo – raccogliendo, fra l'altro, uno stimolo che ci viene dalla frequenza con cui Benedetto XVI si riferisce al termine.
Ma cosa si intende per relativismo? Abbiamo cercato di fare chiarezza innanzitutto distinguendo un piano morale (o pratico) da uno culturale (o teoretico): sebbene strettamente collegati, essi non sono sempre interdipendenti e tanto meno si possono sovrapporre. Quindi abbiamo provato a ricostruire quelle posizioni, nella storia delle idee,
che vengono (solitamente) classificate come relativiste: la verità non esiste, o se esiste non si può conoscere (scetticismo) perché essa dipende dal contesto (contestualismo), dalle interpretazioni (decostruttivismo), dalla storia (storicismo), o si può giudicare solo in base agli effetti (pragmatismo).
In primo luogo, da studiosi e da cristiani, dovremmo almeno prendere sul serio le argomentazioni sopra schematizzate: per un dialogo proficuo con chi la pensa diversamente, ma anche perché le nostre certezze siano meno ingenue.
In secondo luogo, quale è il problema delle posizioni relativiste? A ben vedere, è il fatto paradossale che dietro l'affermazione che “tutte le verità sono sullo stesso piano” si nasconde il presupposto che l'uomo, o il contesto, o le interpretazioni, o la storia, o gli effetti di una teoria – e chi più ne ha più ne metta - siano la misura ultima di tutte le cose. Il relativismo sarebbe, allora, una forma distorta di assolutismo: nella misura in cui comporta l'assolutizzazione di cose e di criteri più o meno passeggeri, non certo eterni e immutabili, esso costituisce un pericolo per l'uomo. In un senso, dunque, un relativismo autentico (rinunciare alla pretesa di “essere in senso assoluto”, dunque rimanere “esseri in relazione” collocati in una dimensione trascendente) può essere salutare - come sembra suggerire il card. Martini in una sua omelia che “c’è pure un “relativismo cristiano”, che è il leggere tutte le cose in relazione al momento nel quale la storia sarà palesemente giudicata.”
00:09 Scritto da: romasapienza in 2 - I Nostri Incontri, 3 - Riflessioni Fucine | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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