giovedì, 24 novembre 2011

Lettera del presidente uscente

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Al gruppo FUCI “Vittorio Bachelet”

di Roma La Sapienza

 

Carissimi,

mi rammarico di non poter essere lì presente per poter parlare con tutti voi, uno ad uno, ma gli impegni di studio e la distanza che ci separa mi impongono a ricorrere all’uso epistolare per poter salutare i vecchi amici della FUCI e dare il benvenuto ai nuovi.

Come oramai è noto, ho dovuto lasciare la carica di Presidente dopo un anno dalla elezione, per poter completare il mio percorso di studi a Milano. Porto con me i ricordi indelebili delle esperienze e degli insegnamenti che la FUCI mi ha trasmesso e che voglio adesso brevemente condividere con voi.

Essere fucini significa condividere la passione per lo studio e l’impegno vivace e costante nelle attività associative, ricercare la verità nel confronto leale e pacato, fare esperienza di condivisione e di arricchimento reciproco. Vivere la FUCI richiede grande impegno ma consente di ottenere valide soddisfazioni nelle amicizie e nella propria edificazione morale e culturale. In sintesi l’ essere fucini consente di vivere in maniera adulta gli anni cruciali della propria formazione universitaria.

Vivete appieno la FUCI in tutte le occasioni che vi offre nei vari momenti della vita federativa. Non intendo sottrarvi altro tempo. Permettetemi soltanto di fare i sentiti ringraziamenti:

In primo luogo a Padre Ottavio per aver resa disponibile la vastità della sua sapienza e conoscenza; ma soprattutto per averci guidato e sostenuto negli anni trascorsi assieme. Sono certo che dopo un’intera giornata di impegni anche accademici, saprà attrarre la vostra attenzione aggregando ai temi trattati le sue esperienze di vita, i suoi racconti e il suo particolare umorismo.

Ringrazio inoltre i vecchi amici della FUCI, presenti e assenti, con i quali ho condiviso, in questi anni trascorsi a Roma, un percorso di speranza ed un’esperienza di vita, dove confrontarsi e ritrovarsi insieme rende più vero e meno faticoso il cammino quotidiano.

Ai Voi nuovi associati esprimo i miei migliori auguri per il vostro futuro e per gli studi da poco avviati , esortandovi ancora una volta a vivere profondamente l’esperienza fucina e a non risparmiarvi, perché solo così potrete ottenere il massimo da voi stessi e dalla federazione.

Un ultimo doveroso ringraziamento va a Rita per aver saputo traghettare il nostro gruppo nel delicato momento di passaggio generazionale. Sono certo che, con il sostegno del nuovo Presidente, potrà ancora una volta dare il meglio di sè per il gruppo e per la FUCI tutta.

A tutti voi un forte abbraccio e in bocca al lupo per il vostro cammino,

Luca

sabato, 19 novembre 2011

Settimana dell'Università

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giovedì, 17 novembre 2011

Governo e Popolo

Il primo dato su cui riflettere innanzi al nuovo Esecutivo è preliminare: che senso ha, in uno Stato di diritto con sistema democratico, un governo di tecnici che non ha vita da una decisione o da un passaggio politico? Su questo punto fondamentale rimandiamo alla riflessione di Andrea Favaro su http://www.benecomune.net/news2010.php?notizia=1421.c1186438e2cfdb878eb74ee559b6041e.jpg

Ciò premesso, auguriamo buon lavoro al nuovo Consiglio dei Ministri, sperando che contribuisca a portare l’Italia al di sopra di ogni speculazione e pericolo di stagnazione.

Alcuni dei ministri lasciano sperare per il meglio: non possiamo non sottolineare le scelte che toccano da vicino la FUCI e il mondo cattolico. Andrea Riccardi (Integrazione), Lorenzo Ornaghi (Beni Culturali), Francesco Profumo (Istruzione), e il più vicino come impegno ecclesiale Renato Balduzzi (Sanità), già presidente nazionale del MEIC.

Una delle prime dichiarazioni del ministro Profumo è stata: “Per prima cosa ascolterò gli studenti ed i ricercatori per capire quali siano i loro desideri, le loro incertezze e le loro difficoltà”. Ovviamente, oltre alla volontà di procedere bene, a spingere il “tecnico” dell’istruzione è il consenso degli attori del suo settore. È importante che la FUCI avvii immediatamente un dialogo con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, per portare la propria riflessione sull’Università, nello stile di critica dialogica che da sempre ci contraddistingue.

È chiaro che i tecnici possono aiutare l’Italia ad uscire da un periodo di credibilità compromessa, di indecisioni critiche, uscire da un periodo in cui si stava perdendo il senso dello Stato, e forse la serietà con cui ci si prestava ad un impegno politico. Ma deve essere chiaro anche, che chi porterà l’Italia fuori pericolo, se ce la farà, è il Popolo, costretto ancora a pagare lo scotto di una classe politica inetta. Speriamo che il Parlamento sostenga le scelte utili e respinga quelle inutili del nuovo Governo, tralasciando pericolosi veti politici.

Buon lavoro a tutti.

Paolo Bonini – IR maschile per il Lazio

11:03 Scritto da: romasapienza | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook